Articolo taggato “riso”

So che siamo nel pieno delle feste pasquali, e proporre un piatto di natura comunissima non è che sia interessante.
Lo riconosco e prendo atto che non può suscitare alcun interesse dato che gli ingredienti che lo caratterizzano nulla hanno a che fare con quelli tipici delle feste.
Tuttavia, ho voluto comunque proporre il piatto in questione solo per una ragione, cioè quella che induca il buon senso a voler consumare cibi sani e poveri di grassi adatti a far rinsavire il corpo stressato, e ingozzato di ogni cibo iper calorico consumato o da consumare durante le tavolate con amici e parenti che vi apprestate a fare.
Ovviamente so bene che site persone a modo, e soprattutto espertissime di buon senso, quindi le mie parole stanno lì giusto per sdrammatizzare ogni qualsivoglia pentimento alimentare dopo festivo.
Divertivevi dunque, sempre con moderazione.

Preparare il riso con le verze è di una facilità impressionante. Quello che serve è la verza affettata, personalmente ho usato il cuore della verza per il semplice fatto che mi era avanzato, e pertanto utilizzato per la preparazione di questo piatto.
La base di cipolla appassita insieme alla verza con l’aggiunta di acqua calda sono le fasi iniziali della esecuzione. Si attende la cottura e si butta il riso facendo cuocere il tempo necessario. Si aggiusta di sale, sempre poco mi raccomando, e quindi si serve.
Se vi va unite un filo di extra vergine e parmigiano, ma solo dopo attenta valutazione dei chiletti con i quali sarete costretti a combattere  :)

Approfitto di questo momento per augurare a tutti voi di trascorrere giorni sereni nel segno della pace.

Buona Pasqua :)

 

 

Ingredienti per due persone:

300 g di verza
60 g di riso integrale o parbloid
mezza cipolla
acqua calda
sale

 

 

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E’ un piatto semplice dal sapore unico e sicuramente gradevole. Non è costoso ed è uno di quelli che si preparano in poco tempo.
Le patate vanno tagliate a cubetti, e così pure i cuori di carciofo, in alternativa a fettine. Ovviamente,  il tutto va insaporito insieme alla cipolla tritata appassita in poco extra vergine d’oliva. Si allunga con acqua calda e si porta a bollore. Si unisce il riso, si aggiusta di sale e dopo averlo portato a cottura si manteca con una noce di burro e parmigiano come è d’uso fare con il più classico dei risotti.

Va servito subito, e state pur certi che sarà di certo apprezzato.

 

Ingredienti per quattro persone:

 

240 g di riso arborio
due patate medie
tre cuori di carciofi
mezza cipolla
acqua calda o in alternativa brodo vegetale
una noce di burro e una manciata di parmigiano
tre cucchiai di extra vergine d’oliva

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Sono tante le volte in cui tornando a casa da scuola trovavo in tavola il piatto fumante del riso con le fave.
Era sorprendente, lo stupore era simile a quello che scaturisce quando ci si trova dinanzi ad una leccornia dolce che piace,  e che ogni piccola e piccolo bambino non può di certo sapervi rinunciare. Che io fossi golosetta era una certezza che aleggiava ovunque, come lo era il fatto che in fondo in fondo sapevo che una nomea di questo tipo avrebbe intaccato per sempre la mia vita.
Pur tuttavia, la mia intenzione era quella di non lasciarmi toccare dalle voci insinuanti che circolavano liberamente tra le mura della famiglia, era l’aria che assumevo a darne conferma poichè in considerazione del fatto, per me poco gratificante,  di essere considerata golosa era mio preciso dovere allontanare il più possibile la diceria sul mio conto.
A volte ne soffrivo, ma per poco e meno  male. Il mio contegno dignitoso mi poneva nella situazione di rispetto e considerazione. Avevo capito molto presto che ostentare la golosità non coincideva affatto con la mia intenzione di dimostrare il contrario. Quindi, anche se lievemente difficile per me,  posi comunque in primo piano l’obiettivo di mostrarmi non golosa. Quanto meno facevo in modo di accontentarmi di mangiare poco, e questo metodo fu altamente proficuo. Crescevo senza il problema del sovrappeso, che in pratica assillava tante ragazzine che ingozzandosi con notevoli pasti assumevano più delle dovute calorie necessarie.
Naturalmente non morivo di fame, anche perchè ero tenuta sott’occhio costante,  e la mia famiglia non avrebbe permesso che una alimentazione sbagliata diventasse una regola. Ero praticamente una normale ragazzina che cresceva bene senza il bisogno, per me naturale di ingozzarsi senza motivo, ma non per questo non rinunciavo a nutrirmi di ogni cosa. E’ chiaro che avrei divorato la doppia porzione di alcuni piatti che considero di per sè prelibatezze irrinunciabili, ma per via di quella brutta fama che mi aleggiava intorno trattenevo la mia ingordigia e rinunciavo alla doppia porzione.
Tutto sommato è stato un bene, perchè se sin da piccoli ci si da una regolata da seguire  man mano che si cresce, come una sorta di normale abitudine dalla quale diventa  utile non allontarsi può solo indirizzare al meglio.

L’importante è non cadere in estremismi che possono catapultare in direzioni di malattie inerenti la cattiva alimentazione. Mangiare troppo, più del dovuto o mangiare poco o quasi niente sono appunto quegli estremi che caratterizzano la normalità. Cadere in queste condizioni è quasi spontaneo quando non ci si accorge in tempo ed il risultato diventa davvero problematico e spesso di difficile soluzione.

Abituarsi sin da piccoli a mangiare bene e nella giusta quantità è uno dei fattori comportamentali ai quali dovremmo tutti essere educati, ne va della nostra salute e benessere.

Ora diventa quasi fuori luogo parlarvi del piatto di cui sopra, ma d’altro canto è di cibi che si tratta in questo blog, e non prendetela come una punizione, suvvia :)

La prima volta che assaggiai questo piatto fu grazie alla nonna, e neanche a dirsi mi piacque immediatamente. Lo preparava durante il periodo invernale proprio perchè le fave in inverno si trovano soltanto secche e non certo fresche. Ricordo la purea che generava la sua pentola colma di consistenza e decisamente saporita senza contare gli odori che sprigionava.

Io ho preparato le fave secche con un trito di cipolla appassita ed acqua calda coprendole a filo, lasciando cuocere a fuoco dolce sino  a quando non assumono l’aspetto cremoso di un purè.  A fine cottura si aggiusta di sale e si usa per preparare minestre o zuppe. Che si possa servire in purezza è assolutamente possibile, accompagnato da verdure in foglia cotte e ripassate in padella con aglio e peperoncino diventano un piatto unico da servire caldo o a tiepido.

Se invece si allunga la purea di fave con brodo o acqua diventa la base per una deliziosa minestra di riso. Non è difficile la sua preparazione perchè buttare il riso in pentola e lasciarlo cuocere nel brodo di fave è facilissimo e neanche ruba poi tanto del nostro tempo. A cottura ultimata va servito caldo, ma vi assicuro che anche a temperatura ambiente diventa un piatto niente male :)

Ingredienti per due persone:

160 g di fave secche
mezza cipolla piccola
120 g di riso
sale


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Sono tanti gli ingredienti che si sposano bene con i carciofi come il pesce per esempio, infatti un bel piatto di cuori di carciofo e gamberoni è una squisitezza, oppure accompagnarli ad una bella rana pescatrice non sono affatto male, ma  sono solo degli esempi che per il momento rimarranno tali, perchè ora parleremo d’altro, e per l’esattezza di un primo.

Si tratta di riso e carciofi, e anche se può sembrare poco accattivante vi assicuro che sotto sotto nasconde in sè un gusto particolare che lo rende alquanto appetitoso.

I carciofi sono ricchi di ferro e ricchi di altre proprietà benevoli al nostro organismo di cui più o meno tutti siamo a conoscenza, e dato che viviamo il periodo in cui se ne trovano in abbondanza abbiamo il dovere di approfittarne per farcene una scorpacciata :)

La realizzazione del riso e carciofi è di facile esecuzione, ma vi è una fase che richiederà un pò di impegno  nel privare i cuori di carciofo dalle loro foglie. Vi consiglio di munirvi di guanti così eviterete di macchiarvi le mani e mano a mano che i cuori di carciofo saranno spogli immergeteli in una terrina di acqua fredda aromatizzata da un limone tagliato a spicchi.
Eviterà di ossiderali così potranno rimanere del loro bel colore naturale.

Disponete in una casseruola i cuori di carciofo tagliati a fettine con uno spicchio d’aglio ed un pò di extra vergine d’oliva, salate appena e cuocete a fuoco moderato dopo aver aggiunto un pò di acqua.

Unite il riso a tre quarti di cottura dei carciofi unendo abbondante brodo caldo nella quantità che mettereste per cucinare una minestra.

D’altro canto questo piatto è una via di mezzo tra un risotto ed una minestra, perchè il risultato finale gli conferisce un’aspetto decisamente all’onda, a dirla tutta l’onda è alquanto generosa :)

Naturalmente a fine cottura mantecate il riso con una noce di burro e parmigiano prima di servirlo, ne guadagna il sapore, miei cari.

riso e carciofi

Gli ingredienti per due persone:

tre carciofi
120 g di riso
brodo caldo circa mezzo litro
uno spicchio di aglio
extra vergine d’oliva
una noce di burro ed un cucchiaio di parmigiano

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