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Sono tante le volte in cui tornando a casa da scuola trovavo in tavola il piatto fumante del riso con le fave.
Era sorprendente, lo stupore era simile a quello che scaturisce quando ci si trova dinanzi ad una leccornia dolce che piace,  e che ogni piccola e piccolo bambino non può di certo sapervi rinunciare. Che io fossi golosetta era una certezza che aleggiava ovunque, come lo era il fatto che in fondo in fondo sapevo che una nomea di questo tipo avrebbe intaccato per sempre la mia vita.
Pur tuttavia, la mia intenzione era quella di non lasciarmi toccare dalle voci insinuanti che circolavano liberamente tra le mura della famiglia, era l’aria che assumevo a darne conferma poichè in considerazione del fatto, per me poco gratificante,  di essere considerata golosa era mio preciso dovere allontanare il più possibile la diceria sul mio conto.
A volte ne soffrivo, ma per poco e meno  male. Il mio contegno dignitoso mi poneva nella situazione di rispetto e considerazione. Avevo capito molto presto che ostentare la golosità non coincideva affatto con la mia intenzione di dimostrare il contrario. Quindi, anche se lievemente difficile per me,  posi comunque in primo piano l’obiettivo di mostrarmi non golosa. Quanto meno facevo in modo di accontentarmi di mangiare poco, e questo metodo fu altamente proficuo. Crescevo senza il problema del sovrappeso, che in pratica assillava tante ragazzine che ingozzandosi con notevoli pasti assumevano più delle dovute calorie necessarie.
Naturalmente non morivo di fame, anche perchè ero tenuta sott’occhio costante,  e la mia famiglia non avrebbe permesso che una alimentazione sbagliata diventasse una regola. Ero praticamente una normale ragazzina che cresceva bene senza il bisogno, per me naturale di ingozzarsi senza motivo, ma non per questo non rinunciavo a nutrirmi di ogni cosa. E’ chiaro che avrei divorato la doppia porzione di alcuni piatti che considero di per sè prelibatezze irrinunciabili, ma per via di quella brutta fama che mi aleggiava intorno trattenevo la mia ingordigia e rinunciavo alla doppia porzione.
Tutto sommato è stato un bene, perchè se sin da piccoli ci si da una regolata da seguire  man mano che si cresce, come una sorta di normale abitudine dalla quale diventa  utile non allontarsi può solo indirizzare al meglio.

L’importante è non cadere in estremismi che possono catapultare in direzioni di malattie inerenti la cattiva alimentazione. Mangiare troppo, più del dovuto o mangiare poco o quasi niente sono appunto quegli estremi che caratterizzano la normalità. Cadere in queste condizioni è quasi spontaneo quando non ci si accorge in tempo ed il risultato diventa davvero problematico e spesso di difficile soluzione.

Abituarsi sin da piccoli a mangiare bene e nella giusta quantità è uno dei fattori comportamentali ai quali dovremmo tutti essere educati, ne va della nostra salute e benessere.

Ora diventa quasi fuori luogo parlarvi del piatto di cui sopra, ma d’altro canto è di cibi che si tratta in questo blog, e non prendetela come una punizione, suvvia :)

La prima volta che assaggiai questo piatto fu grazie alla nonna, e neanche a dirsi mi piacque immediatamente. Lo preparava durante il periodo invernale proprio perchè le fave in inverno si trovano soltanto secche e non certo fresche. Ricordo la purea che generava la sua pentola colma di consistenza e decisamente saporita senza contare gli odori che sprigionava.

Io ho preparato le fave secche con un trito di cipolla appassita ed acqua calda coprendole a filo, lasciando cuocere a fuoco dolce sino  a quando non assumono l’aspetto cremoso di un purè.  A fine cottura si aggiusta di sale e si usa per preparare minestre o zuppe. Che si possa servire in purezza è assolutamente possibile, accompagnato da verdure in foglia cotte e ripassate in padella con aglio e peperoncino diventano un piatto unico da servire caldo o a tiepido.

Se invece si allunga la purea di fave con brodo o acqua diventa la base per una deliziosa minestra di riso. Non è difficile la sua preparazione perchè buttare il riso in pentola e lasciarlo cuocere nel brodo di fave è facilissimo e neanche ruba poi tanto del nostro tempo. A cottura ultimata va servito caldo, ma vi assicuro che anche a temperatura ambiente diventa un piatto niente male :)

Ingredienti per due persone:

160 g di fave secche
mezza cipolla piccola
120 g di riso
sale


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