Non la preparavo da qualche tempo questa squisita focaccia dalle caratteristiche semplici, ma ricca di personalità. Chissà come di recente sento sostenere che anche i cibi hanno carattere, e sembra persino che lo diano per scontato che ne debbano avere. La cosa mi fa sorridere, tuttavia mi piace pensare che anche un pezzo di pane possa essere considerato, e valutato come merita.

Detto questo torniamo alla focaccia oramai quasi dimenticata nella mia quotidianità, e considerato che l’ho preparata e gustata ve ne parlo.

Non è difficile da realizzare. Amalgamare la farina insieme al lievito, allo  zucchero, al lievito e a un pò d’olio e all’acqua tiepida,un pizzico di sale  e al malto diventa una delle operazioni che sicuramente chiunque di voi sa fare. E poi quando raccogliete l’impasto tra le mani continuate a lavorarlo sulla vostra spianatoia fin quando risulterà ben compatto e morbido nel contempo. Poggiate le mani sull’impasto e premete lasciandole scorrere e poi raccoglietelo con le dita chiudendolo su se stesso, e ricominciate ancora e ancora. Vi piacerà sentire la consistenza e sarà di stimolo per il vostro umore, in pratica impastare aiuta a liberarsi dallo stress nel caso ne soffriste. Pertanto, in un colpo solo vi adoperate per realizzare due cose: la vostra focaccia e liberarvi dallo stress. Non male :-)

Ora formate un panetto, e sistematelo in un posto caldo affinchè lieviti e raggiunga il doppio del suo volume originale.

Nel frattempo grattugiate il parmigiano, pelate l’aglio, spezzettate con le dita i filetti d’acciuga e tenete da parte.
Oleate la teglia da forno nella quale sistemerete l’impasto lievitato e appiattite e livellate con le mani aiutandovi con un pò d’olio. Coprite la superficie con l’aglio tritato grossolanamente e i filetti d’acciuga. Spolverizzate con il parmigiano, un pò di origano e un generoso giro d’olio.

Cuocete in forno caldo per circa 20 minuti, o quanto meno fin quando la focaccia risulti dorata.

Servite la focaccia, e rammentate che anche fredda è ottima. Accompagnatela con formaggi e salumi insieme a un buon bicchiere di vino rosso non fermo.

Ingredienti:

500 gr di farina 00
mezzo cubetto di lievito di birra (se non ce lo avete usate una bustina di quello secco per pizze)
due cucchiaini di zucchero
un pizzico di sale fino
mezzo cucchiaio di malto
un cucchiaio di olio extra vergine d’oliva
acqua tiepida (aggiungetela poca alla volta)

Condire la superficie con:

50 gr di parmigiano  grattugiato
due spicchi d’aglio
6 filetti d’acciuga (potete variare il numero)
una spolverata d’origano
un giro generoso di olio extra vergine per condire 

 

 

 

 

 

 

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Questo è un piatto goloso perchè ricco di sapori e ahimè ricco di calorie.
Non stiamo quì a recriminare,  suvvia.  Se di tanto in tanto,  ci nutriamo con cibi che hanno la facoltà di saperci regalare quel senso di appagamento, spesso dimenticato approfittiamone, anche se rimane ferma la regola del non esagerare.
Pertanto, miei care e miei cari se in frigo avete gli ingredienti necessari alla preparazione di questo piatto, procedete privi di riserve :)

A dirla tutta, i rigatoni pasticciati sono un tipicissimo piatto da ripasso o da recupero come dir si voglia.
Vi è avanzato del ragù, alcuni pezzi di formaggi misti, e volete assolutamente usarli per evitare che vadano a male?
Non temete, ecco l’uso che potete farne.

Mettete a bollire l’acqua per i rigatoni e nel frattempo tagliate a pezzetti i vostri tipi di formaggi. Prendete due uova dal frigo e sbattetele insieme ad un pizzico di sale ed un paio di cucchiai di parmigiano grattugiato. Scaldate il vostro ragù. Cuocete la pasta per il tempo descritto sulla confezione. Scolatela molto al dente e conditela con il ragù, i formaggi e trasferitela su una pirofila da forno. Unite adesso le uova sbattute su tutta la superficie della pasta. Unite una manciata di parmigiano grattugiato,  e portate a cottura in forno caldo a 220 gradi per circa quindici minuti.

Aspettate qualche minuto prima di portare in tavola  i vostri rigatoni pasticciati, e se vi avanzano potete servirli anche a temperatura ambiente, magari durante la prossima estate risulterà un piacevolissimo piatto unico da gustare  a cena.

 

 

Gli ingredienti sono indicativi e potete farvi l’idea della quantità tendendo presente la foto, la quale contiene circa due etti e mezzo di rigatoni, due mestoli di ragù e qualche pezzo di formaggio di vari tipi, e due uova.

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Stiamo proprio vivendo il periodo degli asparagi e bisogna farne uso perchè sono buoni e sani e portarli in tavola diventa particolarmente piacevole.

Sono vari i modi di cucinarli. si adattano bene sia per la preparazione dei primi piatti che i secondi o contorni, e le multitudini di varianti ci offrono una vasta scelta tra l’ampia gamma.

La preparazione richiede qualche elementare accorgimento come quello di eliminare la parte legnosa della base dellì’asparago e a seguire quello di eliminare i filamenti che lo ricoprono. Vanno poi lessati e legati in piedi sull’apposito tegame, ma se ne siete sforniti non sarà di sicuro un ostacolo alla loro preparazione.

Una delle mie amiche diceva spesso che ” senza il filo non mangiarono la polenta “  volendo indicare che spesso l’essere stolti o poco accorti rende davvero incapaci di sapersi giostrare in ogni occasione. Se non hai il filo per tagliare la polenta usa un coltello, e non ti fermare al primo ostacolo si evince dalla morale.

Il tempo di cottura degli asparagi varia a seconda della loro freschezza. In genere cinque o sette minuti sono sufficienti. Vanno scolati e conditi con burro fuso ed una manciata di parmigiano. Serviti con uova sode condite anch’esse con un filo di burro fuso e sale.
Le uova vanno portate a cottura in acqua fredda, e solo al momento del primo bollore si attendono 8 minuti per renderle sode.

Se volete mantenervi  più leggeri evitate di usare il burro preferendolo all’olio extra vergine d’oliva.

La quantità degli  ingredienti per il sopra indicato piatto variano a seconda del numero e dall’appetito dei vostri commensali, in genere con circa ottocento grammi  di asparagi potete servire quattro persone.

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Capita spesso di non avere molto tempo a disposizione per preparare un pranzo o una cena fatti di primi piatti, secondi e relativi contorni, ma non per questo dobbiamo dimenticarci di fare a meno di ingredienti utili a realizzare comunque un pasto sano e unico.

Diventa una soluzione il piatto cosiddetto unico. Unisci alla pasta il pesce e le verdure,  abbinate bene ed ecco concretizzato un gustoso e sanissimo piatto che fa contenti tutti e non eccelle certo in moltissime calorie.

Il piatto è facile e veloce. Si inizia togliendo il carapace ai gamberetti, ma se volete fare prima comprate quelli surgelati,  che non hanno molto da invidiare a quelli freschi.
Nel tegame fate appassire il porro unendo a seguire le zucchine tagliate,  che vanno insaporite insieme al pomodoro fresco. Cuocete per pochi minuti ed unite i gamberetti e salate.
La cottura veloce fa si che le verdure rimangano bene al dente.
Unite, quindi la pasta cotta anch’essa al dente e mescolate bene prima di servire.

 

 

Ingredienti per quattro persone:

 

280 g di pennette rigate
la parte bianca di un porro
due zucchine
un pomodoro maturo fresco di circa 200 g
400 g di gamberetti
tre cucchiai di extra vergine
sale

 

 

Calorie ingredienti:

 

70 g di pasta di semola contiene 255 calorie
50 g di zucchine contengono 7 calorie
100 g di gamberetti contengono 80 calorie
30 g di porro contiene 9 calorie
5
0 g di pomodoro contiene 9 calorie
olio extra vergine ( tre cucchiai usati e divisi per quattro) contiene 80 calorie

Pertanto il piatto sopra descritto contiene un totale di 441 calorie a porzione.
Aggiungete un frutto per finire il pasto, se vi va.

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So che siamo nel pieno delle feste pasquali, e proporre un piatto di natura comunissima non è che sia interessante.
Lo riconosco e prendo atto che non può suscitare alcun interesse dato che gli ingredienti che lo caratterizzano nulla hanno a che fare con quelli tipici delle feste.
Tuttavia, ho voluto comunque proporre il piatto in questione solo per una ragione, cioè quella che induca il buon senso a voler consumare cibi sani e poveri di grassi adatti a far rinsavire il corpo stressato, e ingozzato di ogni cibo iper calorico consumato o da consumare durante le tavolate con amici e parenti che vi apprestate a fare.
Ovviamente so bene che site persone a modo, e soprattutto espertissime di buon senso, quindi le mie parole stanno lì giusto per sdrammatizzare ogni qualsivoglia pentimento alimentare dopo festivo.
Divertivevi dunque, sempre con moderazione.

Preparare il riso con le verze è di una facilità impressionante. Quello che serve è la verza affettata, personalmente ho usato il cuore della verza per il semplice fatto che mi era avanzato, e pertanto utilizzato per la preparazione di questo piatto.
La base di cipolla appassita insieme alla verza con l’aggiunta di acqua calda sono le fasi iniziali della esecuzione. Si attende la cottura e si butta il riso facendo cuocere il tempo necessario. Si aggiusta di sale, sempre poco mi raccomando, e quindi si serve.
Se vi va unite un filo di extra vergine e parmigiano, ma solo dopo attenta valutazione dei chiletti con i quali sarete costretti a combattere  :)

Approfitto di questo momento per augurare a tutti voi di trascorrere giorni sereni nel segno della pace.

Buona Pasqua :)

 

 

Ingredienti per due persone:

300 g di verza
60 g di riso integrale o parbloid
mezza cipolla
acqua calda
sale

 

 

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Di tanto in tanto,  osservare alcune delle buone regole che ci impone il buon senso ci porta senza dubbio verso una strada davvero utile per la nostra salute. Mangiare di tutto, ma in moderatissime quantità è il principio più equo da condividere, e soprattutto da non dimenticare mai quando si è a tavola. Pur tuttavia, sporadicamente possiamo venire meno a tali regole, e come mea culpa stringiamo la cinghia e riduciamo l’introito di alimenti giusto per riequilibrare gli scompensi di una esagerata alimentazione.

Un suggerimento adeguato potrebbe essere il piatto di cui mi appresto a parlarvi. E’ ipocalorico, il suo sapore è fresco ed è senza dubbio buono.

La sua preparazione è la seguente:

si trita la cipolla e la si dispone sul fondo del tegame nel quale si unisce il finocchio tagliato a pezzetti insieme ad un goccio d’acqua.
Si pone il tegame sul fuoco e si lascia insaporire per qualche minuto, si aggiunge il riso integrale e si mescola bene.
Si unisce l’acqua calda in modo da copriore quasi a filo il contenuto del tegame.
Si porta a cottura per circa 10 – 12  minuti.
Si aggiusta di sale e si serve.
Un cucchiaino di parmigiano grattugiato è concesso.

 

Il piatto comprende:

202 calorie per 60 g di riso integrale
30 calorie per 200 g di finocchio
38 calorie per 10 g di parmigiano
10 calorie per 40 g di cipolla

con un risultato di 280 calorie.

 

Niente male vero ?

 

Ingredienti per una persona:

 

60 g di riso integrale
un finocchio
mezza cipola piccola
un pizzico di sale
acqua calda quanto basta
un cucchiaino di parmigiano grattugiato

 

 

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Preparare un piatto che contenga le corrette caratteristiche della sana cucina, e portarlo  in tavola ed essere recepito da tutti i commensali non è sempre facile. E se il piatto cosiddetto sano non viene in alcun modo gradito non vi è ingrediente che tenga perchè il rifiuto è il protagonista che  predomina. Ovviamente, noi che ne siamo le artefici ci sentiamo un tantinello deluse, per non usare altre terminologie, nel senso che ci viene spontaneo arrabbiarci un pochetto contro costoro che ci appaiono degli ingrati, pur tuttavia non ci perdiamo d’animo, perchè imperterrite seguiamo fiduciose la strada della convinzione e conversione  :)
Bisogna saperci fare. Diventa utile alternare piatti sani a quelli cosiddetti appettibili ai loro occhi, ma che ahimè non proprio sani.
E come fare se non portando sotto i loro occhi un buon piatto di pasta condito con il sugo di polpette?
Bisogna pur cedere alle richieste   :)
Di sicuro lo apprezzano perchè  lo divorano in quattro e quattr’otto senza tante storie,  e  noi che lo abiamo cucinato ci fa piacere.

Naturalmente non è complicato. Tutte e tutti hanno esperienza in fatto di polpette e più o meno l’esecuzione è sempre la stessa, a parte la differenza di qualche ingrediente che varia a seconda dei fattori intrinsechi alla fantasia   :)

Carne magra di bovino insieme al parmigiano grattugiato, al pane ammollato nel latte prima e strizzato poi, al prezzemolo fresco, al sale, alle uova per amalgamare e all’aglio per aromatizzare si forma un composto atto a  formare le polpettine  meno grandi di  una noce,  che vanno fritte e poi unite al sugo borbottante di pomodoro che attende sul fuoco.
Il risultato è un sugo saporito che riesce a condire come  ” ingrediente comanda “  qualunque tipo di formato di pasta.
Naturalmente se preferite la leggerezza potete tuffare nel vostro sugo in cottura le polpettine tralasciando il passaggio nel quale si friggono. Vi assicuro che il risultato finale non è da meno.
Quindi condite la vostra pasta e servite.

 

Ingredienti per quattro persone:

 

200 g di carne tritata magra di bovino
un uovo
30 g di parmigiano grattugiato
80 g di pane
una tazza di latte
prezzemolo
uno spicchio d’aglio senza l’anima
sale

Ingredienti per il sugo di pomodoro:

 

mezza cipolla tritata
500 g di passata di pomodoro
un pizzico di sale
un pizzico di zucchero
tre cucchiai di extra vergine d’oliva

280 g di pasta

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Realizzare con le proprie mani, e soprattutto con la voglia di voler creare una sfiziosa pizza fatta in casa credo sia nel desiderio di chiunque ami questo tipo di alimento. D’altro canto non sempre è possibile recarsi in pizzeria per molteplici motivazioni che non stiamo qui a elencare, ma che tutte le volte forniscono aspettative mancate a noi golosi di pizza se gli eventi non ce lo consentono.

Prepararla potrebbe sembrare impegnativo,  per via dei tempi di attesa tra quello dell’impasto e quello della lievitazione. Ma niente timori, serve soltanto saper scegliere  il  momento ideale  libero dagli impegni che ci tengono a lungo fuori casa per poter far contenti i nostri cari e noi stesse preparando una fantastica pizza.

Come prima cosa mettiamo a scaldare sul fuoco l’acqua giusto per farla intiepidire.
Ne usiamo una piccola quantità per far sciogliere il lievito di birra insieme a mezzo cucchiaino di zucchero.
In una terrina capiente inserite la farina, un pizzico di sale, un paio di cucchiai di extra vergine d’oliva, il lievito sciolto e un po’ d’acqua tiepida e con un cucchiaio o un cucchiaione  mescolare amalgamando bene gli ingredienti.
E’ molto semplice naturalmente, lo avete già fatto migliaia di volte, ma questa volta dovete soltanto creare un impasto più morbido del solito. Deve risultare parecchio morbido, pertanto aggiungete la quantità d’acqua che riterrete utile per rendere morbidissimo l’impasto tanto che  appena il vostro cucchiaione viene sollevato  fuori dal composto quest’ultimo appare visibilmente filamentoso.
Quello è il momento buono per lasciare lievitare l’impasto per almeno tre o quattro ore o quanto meno sino al tempo necessario tale da poter  raddoppiare  il suo volume iniziale.

Trascorso il tempo ungete una teglia dai bordi bassi, se volete potete usare gli stampi rotondi in alternativa ad  uno grande di forma squadrata o rettangolare. Disponetevi l’impasto e stendetelo su tutta la superficie dopo aver unto il palmo delle mani con l’olio. Cospargete di pomodoro a pezzettoni e finite con il condire a vostro piacimento la pizza con mozzarella e altri ingredienti.

Stavolta ho preferito condire  la pizza aggiungendo pomodorini Pachino ed olive alla maniera della cosiddetta focaccia insieme all’immancabile spolveratina di origano.

Prima di portare a cottura la pizza va lasciata riposare ancora per una mezz’oretta, e solo dopo va inserita nel forno caldo a 240 gradi per circa venti minuti.
A cottura ultimata portate in tavola la vostra pizza e state pur certe che sarà un successo.

 

Ingredienti:

200 g di farina 00
300 g di farina di semola di grano duro
un cubetto di lievito fresco
un pizzico di sale
mezzo cucchiaino di zucchero
due cucchiai di extra verdine d’oliva
acqua tiepida

Ingredienti per il condimento:

pomodoro a pezzettoni
pomodorini Pachino
olive nere
origano

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Di fronte ad un dolce di così tanta delizia non ci si può certamente auto imporsi regole che vietano a priori di poterne non  gustare almeno una porzione.
Suvvia, è solo una golosità alla quale è vietato rinunciarvi. Almeno per una volta appaghiamo la golosità nonostante potrebbe risultare un azzardo, che è di contro, ma di buono ne trarrà vantaggio il nostro buon umore.

Quindi bando alle ciance e diamoci dentro con la preparazione.

Come primo passo è necessario preparare i bignè, che ovviamente potete anche acquistare già pronti, ma se proprio volete potete farveli da soli. Non sono difficoltosi tutto sommato. Si tratta di un impasto da cuocere in compagnia di un pò di pazienza.

Si fa sobbollire l’acqua insieme al burro e ad un pizzico di sale, vi si butta in un colpo solo la farina e la si lascia amalgamare e cuocere sino a quando il fondo del tegame risulta patinato. Il composto va trasferito in una terrina e fatto intiepidire. Ora si aggiungono le uova uno alla volta ed  amalgamate  completamente all’impasto, il quale va inserito all’interno di una sacca da pasticcere utile per formare delle piccole porzioni grosse più o meno come una noce e disposte su una placca da forno foderata dalla tipica carta.
Se siete sprovviste della sacca da pasticcere potete usare un cucchiaio ed aiutarvi con un dito per sistemare la porzione di composto sulla teglia. E’  uguale sapete.
Ora si procede alla cottura in forno caldo a 200 gradi per i primi dieci minuti e a una temperatura inferiore equivalente a 170 gradi per altri 15 minuti circa. Sfornate i vostri bignè e lasciate raffreddare.
Nel frattempo occupiamoci della crema che servirà a coprire i bignè.
Fate sciogliere il  cioccolato fondente e alla fine aggiungete una noce di burro e due tuorli d’uovo. Lasciate quindi raffreddare.
A parte montate a neve gli albumi con un pizzichino di sale ed uniteli al composto di cioccolato facendoli incorporare mescolando con il solito e collaudatissimo sistema che va dal basso verso l’alto. Tecnica utile per rendere spumosa la crema.
Per la farcitura dei bignè ci serve la panna che monteremo semplicemente ed useremo per riempire ogni bignè.

A lavoro ultimato sistemiamo i bignè in un piatto da portata, ma prima dobbiamo avvolgerli nella crema di cioccolato che abbiamo preparato. Non è una operazione complicata vi assicuro, per facilitarvi le cose potete usare uno stecco tipico da spiedino, inforcate il bignè e immergetelo nella crema o al limite fatelo girare nella stessa. Sistemateli man mano nel piatto partendo da una base ampia per poi finire con la classica  montagnola tipica. Tenete il dolce  in frigo sino al momento di essere servito.

Portato in tavola gli occhietti dei vostri commensali brilleranno di sicuro, e noterete la loro estrema disponibilità a scoprirne il gusto che sarà  tutto un vantaggio  :)

Ingredienti per i bignè:

 
200 g di farina 00
200 g di acqua
30 g di burro
3 uova
un pizzico di sale

 

Ingredienti per la crema al cioccolato:

 

200 g di cioccolato fondente
due uova
una noce di burro

 

Ingredienti per la farcitura dei bignè:

 

250 ml di panna montata

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Sin da piccola ho avuto una predilezione per questo tipo di verdura. Crescendo si è accentuata. I fagiolini mi piacciono molto.
Sia bolliti e semplicemente conditi con un giro d’olio buono ed un pizzico di sale insieme ad una spruzzatina di aceto di vino bianco diventano un contorno sano dal sapore deciso. Unendo patate e cipolle,  anch’esse bollite li rendono ricchi di sapori diversi capaci di saper dare carattere ad una buona insalata.
Qualunque maniera è buona per portare in tavola questo ortaggio che si pregia di basso contenuto calorico, ma ricco di vitamine e sali minerali. Naturalmente li possiamo trovare, oltre che nella sua stagione,  anche tutto l’anno nelle varianti in scatola cotti al vapore e persino surgelati.
Li ho trovati freschi e teneri,  e così ne ho approfittato per prepararli in umido, e siccome non volevo far mancare loro un sapore aggiunto li ho abbinati alla salsiccia.

In un tegame ho fatto appassire una cipolla con un filo di extra vergine d’oliva, ho unito i fagiolini spuntati e lavati insieme alla passata di pomodoro ed ho lasciato cuocere salando appena. C’è da dire,  che evitando la fase di bollitura in acqua e preferendo quella appena illustrata il sapore dei fagiolini assume un particolare gusto decisamente più autentico e verace.
A parte,  ho provveduto alla cottura della salsiccia su una padella antiaderente con un rametto di rosmarino ed uno spicchio d’aglio in camicia. Ho bagnato con vino rosso e dopo che il vino è evaporato del tutto ho tagliato a pezzetti ed unito ai fagiolini.
Ho lasciato sul fuoco moderato per una ulteriore cottura, e alla fine portato in tavola e servito.

Facile vero?
Si fa presto a realizzare il piatto, e senza dubbio il buon sapore che ne scasturisce provoca quel  ” certo non so che “   capace di stimolare qualunque tipo di palato.

 

 

Ingredienti per quattro persone:

 

500 g di fagiolini
400 g di salsiccia
una cipolla
250 g di passata di pomodoro
olio extra vergine
uno spicchio di aglio
una spruzzata di vino rosso
sale

 

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