Ai tempi di mia nonna il pesce si mangiava soltanto fresco, e non esisteva affatto nel formato surgelato, eviscerato, diliscato, sfilettato o quant’altro fosse stato  in grado di fornire facilità e semplificazione nella esecuzione della sua preparazione.
Brutti tempi, si potrebbe affermare, e non solo per il cibo, ma questo è un discorso diverso.
Il pensiero che oggi possiamo trovare qualunque tipo di pesce dei nostri mari e quelli provenienti dagli altri Paesi presso il nostro abituale pescivendolo è una gran comodità. Pur tuttavia, dubbi e incertezze avanzano in noi  includendo riserve sempre maggiori riguardanti la scelta a cui ci sottoponiamo quotidianamente.
Quella di portare in tavola qualcosa di sano diventa sempre più difficile.
D’altro canto se vuoi mangiare un piatto di pasta con le vongole non è detto che esse siano davvero sicure, e così vale anche per i crostacei, per non parlare del pesce più noto ai molti come spigole e branzini o sogliole che il più delle volte non sono  altro che un volgare surrogato del pesce selvaggio che sino a qualche anno fa nuotava e si riproduceva naturalmente in mari meno incontaminati.
Non è che è mia intenzione demonizzare alcunchè, anzi trovo che sia appetibile anche quello proveniente da allevamento se non addirittura più sano.
E’ che ad un certo momento, dopo aver fatto due conti alla carlona, senza star lì tanto ad approfondire ci si ritrova in balia delle onde senza appigli e senza sicurezze, perchè quello che si dovrebbe mangiare perde sempre più la nomea di commestibile, e noi poveri consumatori siamo sottoposti quotidianamente a delle scelte che si intonano alla salvaguardia della nostra salute, e non da meno a quella delle nostre tasche sempre più depredate con dei risultati sempre meno eclatanti. Evito di proposito di parlare di mercurio e piombi o pesticiti o altro o del finto biologico rifilato di proposito per biologico perchè altrimenti mi irrito.

La consapevolezza è costantemente in atto, l’arma di cui disponiamo è  in noi stessi e nelle nostre scelte ed è  l’unica possibile da permetterci un cibo che abbia caratteristiche più sane possibili.

Detto questo, e dopo avervi annoiato vi racconto come ho preparato il semplicissimo piatto che potete portare nelle vostre tavole anche voi se desiderate darmi  retta per il modestissimo consiglio   :)

La scelta è caduta sul pesce surgelato, sui filetti di merluzzo per l’esattezza. Li conoscete tutti, provengono da quella famosissima azienda che ci propone una smisurata varietà di cibi che variano dal pesce alla pasta e alle verdure. E sono di aiuto quando non si ha molto tempo ed inoltre si sono ormai consolidati alle abitudini culinarie delle normalissime tavole degli italiani.
Come dicevo ho lasciato scongelare i filetti di merluzzo e li ho sistemati in una teglia da forno insieme a qualche pomodorino, olive verdi, aglio sminuzzato privato dell’anima, la sua assenza  rende l’aglio meno aggressivo :) e per finire un giro d’olio extra vergine ed un pizzico di sale.
Naturalmente la teglia va in forno per la cottura, che a dirla tutta non è affatto lunga. Dieci minuti sono sufficienti.
A cottura avvenuta i filetti vanno serviti. Risultano morbidi e dal sapore delicato se pur arricchito da quello sprint conferitogli  dal sapore deciso delle olive verdi :)

 

 

Ingredienti per due persone:

 

sei filetti surgelati di merluzzo
una decina o più  di pomodorini
una manciata di olive verdi
uno spicchio di aglio
sale
olio extra vergine d’oliva

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