Archivio Settembre 2011

pasta e fagioli

” E’  ormai sancito il principio sacrosanto che nessuno osa rifiutare un piatto di pasta e fagioli di questi tempi”

affermava la nonna, e anche ai nostri tempi,  aggiungo io.
Piace moltissimo ed eccelle per le sue caratteristiche organolettiche. E’  saporito e mette d’accordo tutti in tavola. Cucinarlo non è difficile e proprio in questo periodo inzia la stagione dei borlotti freschi, quindi perchè non approfittarne?

Ovviamente per fare una buona pasta e fagioli vanno benissimo anche quelli secchi, che tra l’altro abbondano per tutto il periodo dell’anno. Tuttavia, è opportuno e quanto mai appetibile l’uso di quelli  freschi, che  in cucina, come nella vita è giusto saper apprezzare l’occasione quando si mostra, in questo caso  regalata dalla stagione, pertanto goderseli mi pare diventi un legittimo diritto.
Vi pare? :)

La noia incombe nel momento di sgranarli, ma con un pò di pazienza si giunge al dunque.
Il procedimento rimane invariato e penso che tutti voi ne conosciate l’esecuzione.
Battuto misto di cipolla sedano e carota brasato in poco olio, aggiunta dei fagioli in pentola con acqua e portare lentamente a cottura. Unite poi la pasta, salate e fate cuocere. Servite con un filo d’olio.

A chi piace però, oltre ai sopra elencati ingredienti può liberamente unire al soffritto un pezzo di cotica di maiale, la quale contiene la  capacità  di insaporire in maniera decisa il sapore finale del piatto. Neache a dirsi, nel senso che è del tutto superfluo affermare che il contenuto calorico del piatto equivale a qualche centinaio di calorie maggiore di uno privo di cotenna.
Pertanto  tradizione corroborante contro la semplicità di una  pasta e fagioli induce a manifestare le proprie perplessità, cosa che vi porta a  dibattervi  sulla scelta finale da portare a tavola.
Qualunque sia la vostra conclusione  puntate su quella che soddisfi la vostra golosità :)

Suvvia, non siate troppo severi perchè almeno una volta proponetevi di mangiarla quella dettata dalla tradizione, magari optate per una porzione ridotta,  ma provatela :)

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vi racconto un piatto

E’ il più rinomato dolce della nostra tradizione, è  amato dalla grande maggioranza dei golosi e senza alcun dubbio è il più ricercato.
La meticolosa preparazione e l’uso di ingredienti di qualità ne garantiscono  la  bontà. La ricetta viene tramandata da generazione in generazione, e nonostante le molteplici rivisitazioni quella originale rimane sempre al top.

Quella di cui vorrei raccontarvi è la mia personalissima variante,  frutto di varie prove con risultati sempre gradevoli e di sicuro successo. A dirla tutta,  non è che sia poi tanto diversa dall’originale, a parte aver eliminato il cacao, le uova ed al loro posto aver aggiunto cioccolato fondente e panna montata direi che siamo lì, lì :)

Ho volutamente non aggiunto le uova al mascarpone semplicemente per la dimenticanza di non averle incluse alla lista della spesa.
Capita a chiunque, no?
Ammetto la svista, e siccome avevo promesso di preparare il tiramisù e non avendo potuto contare su tutti gli ingredienti necessari ho dovuto in qualche maniera  inventarmi il dolce, sperando che il risultato potesse eguagliare l’originale.
Purtroppo non è stato eguagliato per nulla, ma in compenso il gradimento è stato davvero inaspettato. E’ piaciuto moltissimo ed è stato inserito tra i preferiti della famiglia. Quindi tutto sommato è andata bene :)

Naturalmente dopo aver preparato il caffè mi sono occupata del mascarpone al quale ho aggiunto lo zucchero prima e la panna montata poi, mescolando delicatamente dal basso verso l’alto. Mi pare superfluo dire che  è risultata una crema gonfia e dall’aspetto invintate  che ho poi distribuito sui savoiardi imbevuti di caffè. Tra uno strato e l’altro ho lasciato cadere a pioggia il cioccolato fondente grattugiato, cosa che ho ripetuto sullo strato superiore del dolce che si è trasformato in un parente lontanissimo del tiramisù, ma che nonostante la mia sbadataggine ho avuto modo di contastarne la squisitezza.

Lasciarlo riposare in frigo prima di servirlo è consigliabile :)

Ingredienti:


24 savoiardi
250 g di mascarpone
tre cucchiai di zucchero
100 g di panna montata
caffè
cioccolato fondente

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uova affogate

Sono sicura che può  sembrare alquanto strano affogare le uova, l’idea che ne viene fuori induce a schierarsi in maniera netta dalla loro parte,  per far si che possano ricevere  una preparazione di maggiore spessore culinario :)

D’altro canto non è che sia una pratica molto diffusa cucinare le uova in codesto modo, ma posso assicurarvi miei cari che il risultato finale non lascia nulla a desiderare, e non è affatto deludente.

A dirla tutta, mangiavo da piccola questo piatto, da adulta molto meno, ma come ogni volta che certi tipi di ricordi tornano in scena mi precipito  a renderli concreti, almeno  per quanto   possa essere possibile renderli tali.

Il sugo di pomodoro cucinato per condire la pasta potrebbe venirvi in mente di  prepararne in eccedenza  con quella quantità potete  cucinarvi, appunto le uova affogate nel pomodoro. In quattro e quattrotto si scalda  il sugo e vi si tuffavano le uova intere. Un pizzico di sale basta a condirle e si procede alla loro cottura a fuoco dolce. Non è difficile capire il punto di cottura, infatti quando le uova si rapprendono  il piatto è pronto per essere portato in tavola.

Naturalmente vi sono delle eccezioni, come per ogni cosa del resto. Si tratta delle uova che in tutta libertà si possono cucinare più o meno a lungo. Se preferite che il tuorlo rimanga morbido basta semplicemente cuocerle un tempo inferiore rispetto a quello che serve nel caso si desidera mangiare le uova ben cotte. E’ solo una scelta riferita ai propri gusti.

Comunque e ovunque vi conduca la vostra scelta quando portate in tavola le uova affogate non dimenticate di accompagnarle con pane a fette preferibilmente tostato.

Facile, no?

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pappa al pomodoro

Il piatto è nato senza alcun preavviso. Si è presentato in maniera del tutto inaspettata, anche perchè il sugo di pomodori freschi cotto con una base di soffritto di cipolle bianche appassite doveva essere utilizzato per condire gli spaghetti grossi che volevo provare a portare in tavola. Il cambio di programma si è verificato per una fortuita vista del pane casereccio di grano duro che dimorava da oltre due giorni quasi abbandonato ed ecco balenarmi in testa l’idea di usarlo.

Dopo averlo affettato ne ho ricavato dei cubetti che ho messo in forno sino a renderli belli tostati. Non credo sia assolutamente necessario descrivervi la preparazione di un sugo di pomodoro perchè sono più che certa che chiunque è in grado di saperlo fare. Vero?
Ma certo che si!
E che ci vuole?
Spelli i pomodori ben maturi, li privi dei semi e li trituri grossolanamente per poi aggiungerli alla cipolla appassita in extra vergine.
Non serve esagerare con l’olio, pochi cucchiai da tavola saranno sufficienti.
Condite il sugo con sale ed un pizzichino di zucchero. Quest’ultimo ha la facoltà di addolcire il sapore acidulo che il pomodoro detetine per sua natura.
La cottura deve andare avanti sino a quando il sugo si rapprende, e poi non temete di certo di commettere pasticci perchè il vostro occhio esperto non vi inganna :)

Ora che  il sugo è pronto non dovete fare altro che tuffarvi i cubetti di pane tostato rimettendo sul fuoco e mescolando bene.
Il  momento cruciale è quello di vedere la trasformazione  che il pane si appresta a fare. Da croccante diventa morbido amalgamandosi in un tutt’uno con il sugo di pomodoro per concretizzarsi in un saporito piatto di pappa al pomodoro.

E’ vano descrivervi i profumi, vero?
Immaginate miei cari, immaginate :)

Nel momento di servirlo potete impreziosirlo con foglie di basilico fresco spezzettate.

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