Archivio Giugno 2011

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Chi ha deciso di stabilire che il minestrone è un piatto da servire caldo?

Può anche essere portato in tavola freddo, un pò come la vendetta :D

E poi tutte queste cose dette, spesso a vanvera, giusto per darsi quelle arie da finti competenti non mi ispirano nessuna simpatia, per non parlare della fiducia.
Ognuno si nutre come gli pare ed è liberissimo di mangiare i tortellini in brodo fumante anche in pieno luglio, e non per questo è meno competente di altri. Si tratta di gusti, nient’altro che di gusti.
Tornando al minestrone vorrei sottolineare il fatto che mangiarlo in estate aiuta moltissimo l’organismo per via del caldo che tende a debilitare con la conseguente perdita abbondante di liquidi e di sali minerali.
E’ corretto rifocillarci bevendo a sufficienza e ingerendo cibi anch’essi ricchi di acqua. Ci fanno bene e nel contempo ci danno un grande aiuto.
Questo è un periodo ricco di verdure adatte ad essere mescolate tra loro in un ricco minestrone saporito e sicuramente poco calorico.
Oltre alle patate, alle classiche carote, zucchine, sedano, porri, pomodori freschi a pezzetti, fagiolini, borlotti freschi, cipollotti, piselli, possiamo aggiungervi anche la verza che rende il minestrone piacevolissimo.
Naturalmente dopo averlo cotto potete servirlo anche subito se vi piace, oppure cucinatelo con anticipo e servitelo a temperatura ambiente accompagnato con pane tostato o crostini se preferite.
Se volete fare a meno del pane unite alle verdure pasta o riso a piacere, risulterà comunque un gran piatto unico gradevole e salutare.
Come si prepara ne siete a conoscenza tutti miei cari e mie care, è di una semplicità disarmante.
Mischiate le verdure tagliate a pezzetti più o meno uguali, in modo che la cottura delle verdure risulti omogenea e portate a cottura per circa 40 minuti dopo aver coperto con l’acqua a filo le verdure.
E’ facile, no? :)
Datevi da fare e gustatevi un buon piatto ricco e generoso, e niente lamentele, suvvia :)

Gli ingredienti da utilizzare sono vari, e potete arricchire quanto vi pare la varietà.
Ricordate che più verdure insieme creano una maggiore piacevolezza al vostro palato.

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peperonata

Tipica del periodo estivo la peperonata diventa protagonista della tavola, soprattutto quando il suo sapore marcato diventa apprezzato e mette tutti d’accordo durante le cene, magari  all’aperto. Ora sono certa che qualcuno penserà che quello che ho appena detto non sia del tutto condivisibile per via del fattore che la peperonata si porta dietro da sempre la nomea di essere davvero indigesta.
Potrei essere d’accordo se non fosse per il fatto che il più delle volte si tratta di una leggenda metropolitana o di paese. Non che sia mia intenzione sminuire le vostre affermazioni, perchè sono certa che se dite che la peperonata vi rimane sullo stomaco figuriamoci se osereste mangiarla alla sera con tutto quello che vi provoca.
Mi dispiace, ma vi assicuro che un rimedio c’è.
E non si tratta di insensati espedienti, perchè quello che bisogna fare per rendere digeribile la peperonata è  eliminare dai peperoni quella parte bianca interna oltre che i semini naturalmente. E’ proprio la parte filamentosa bianca che rende il peperone, ad alcune persone poco digeribile, anche se a dirla tutta molti sostengono che sia la pellicina che riveste il peperone a renderlo pesante.

Ovviamente le scuole di pensiero si sbizzarriscono e trovano i loro  riscontri veri o falsi nella credenza popolare.
Personalmente non ho problemi a godermi una buona peperonata e se poi il peperone è del tipo verde diventa ancora più apprezzata :)

La preparazione è semplice.
Si inizia con le cipolle che vanno affettate e brasate con poco olio extra vergine aggiungendo i peperoni tagliati a listarelle. Si fanno insaporire con le cipolle e dopo circa 10 minuti si unisce il pomodoro.

Ora sorge un punto di domanda, è meglio usare il pomodoro fresco, i pelati o la passata pronta?

Direi senza dubbio il pomodoro fresco che deve essere pelato e tagliato a pezzetti dopo aver eliminato i suoi semi, perchè dona un sapore inimitabile alla peperonata.
Ma se non vi va di adoperarvi in tale operazione usate pure i pelati, vi è concesso, ma non usate assolutamente la passata, ve ne prego, sarebbe un vero insulto nei riguardi del  peperone.

Mi ritenete forse troppo dura?
Ebbene lo sono, perchè essere accondiscendenti va bene in molti casi, ma su questo no. E non perchè io sia intransigente, ma semplicemente per un motivo di base. Voi dovete considerare che se gli ingredienti sono ottimi e se amalgamati bene tra loro state pur certi e certe miei cari che il risultato del vostro piatto sarà il massimo. E questo vale per tutto e non solo per il piatto in questione.
Seguite il mio suggerimento, usate  i pomodori freschi :)

Detto questo la peperonata è giunta a cottura.
Ops, dimenticavo di dirvi di aggiungere alcune foglie di basilico fresco durante la cottura.
Ora servite pure la vostra peperonata rigorosamente a temperatura ambiente :)

Ingredienti per sei  persone:

4 peperoni verdi o a piacere usate colori misti
3 cipolle grandi
700 g di pomodori freschi maturi
una decina di foglie di basilico fresco
una girata di extra vergine (se non avete problemi di linea osate pure con la girata d’olio)
una presa di sale



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Sono tante le volte in cui tornando a casa da scuola trovavo in tavola il piatto fumante del riso con le fave.
Era sorprendente, lo stupore era simile a quello che scaturisce quando ci si trova dinanzi ad una leccornia dolce che piace,  e che ogni piccola e piccolo bambino non può di certo sapervi rinunciare. Che io fossi golosetta era una certezza che aleggiava ovunque, come lo era il fatto che in fondo in fondo sapevo che una nomea di questo tipo avrebbe intaccato per sempre la mia vita.
Pur tuttavia, la mia intenzione era quella di non lasciarmi toccare dalle voci insinuanti che circolavano liberamente tra le mura della famiglia, era l’aria che assumevo a darne conferma poichè in considerazione del fatto, per me poco gratificante,  di essere considerata golosa era mio preciso dovere allontanare il più possibile la diceria sul mio conto.
A volte ne soffrivo, ma per poco e meno  male. Il mio contegno dignitoso mi poneva nella situazione di rispetto e considerazione. Avevo capito molto presto che ostentare la golosità non coincideva affatto con la mia intenzione di dimostrare il contrario. Quindi, anche se lievemente difficile per me,  posi comunque in primo piano l’obiettivo di mostrarmi non golosa. Quanto meno facevo in modo di accontentarmi di mangiare poco, e questo metodo fu altamente proficuo. Crescevo senza il problema del sovrappeso, che in pratica assillava tante ragazzine che ingozzandosi con notevoli pasti assumevano più delle dovute calorie necessarie.
Naturalmente non morivo di fame, anche perchè ero tenuta sott’occhio costante,  e la mia famiglia non avrebbe permesso che una alimentazione sbagliata diventasse una regola. Ero praticamente una normale ragazzina che cresceva bene senza il bisogno, per me naturale di ingozzarsi senza motivo, ma non per questo non rinunciavo a nutrirmi di ogni cosa. E’ chiaro che avrei divorato la doppia porzione di alcuni piatti che considero di per sè prelibatezze irrinunciabili, ma per via di quella brutta fama che mi aleggiava intorno trattenevo la mia ingordigia e rinunciavo alla doppia porzione.
Tutto sommato è stato un bene, perchè se sin da piccoli ci si da una regolata da seguire  man mano che si cresce, come una sorta di normale abitudine dalla quale diventa  utile non allontarsi può solo indirizzare al meglio.

L’importante è non cadere in estremismi che possono catapultare in direzioni di malattie inerenti la cattiva alimentazione. Mangiare troppo, più del dovuto o mangiare poco o quasi niente sono appunto quegli estremi che caratterizzano la normalità. Cadere in queste condizioni è quasi spontaneo quando non ci si accorge in tempo ed il risultato diventa davvero problematico e spesso di difficile soluzione.

Abituarsi sin da piccoli a mangiare bene e nella giusta quantità è uno dei fattori comportamentali ai quali dovremmo tutti essere educati, ne va della nostra salute e benessere.

Ora diventa quasi fuori luogo parlarvi del piatto di cui sopra, ma d’altro canto è di cibi che si tratta in questo blog, e non prendetela come una punizione, suvvia :)

La prima volta che assaggiai questo piatto fu grazie alla nonna, e neanche a dirsi mi piacque immediatamente. Lo preparava durante il periodo invernale proprio perchè le fave in inverno si trovano soltanto secche e non certo fresche. Ricordo la purea che generava la sua pentola colma di consistenza e decisamente saporita senza contare gli odori che sprigionava.

Io ho preparato le fave secche con un trito di cipolla appassita ed acqua calda coprendole a filo, lasciando cuocere a fuoco dolce sino  a quando non assumono l’aspetto cremoso di un purè.  A fine cottura si aggiusta di sale e si usa per preparare minestre o zuppe. Che si possa servire in purezza è assolutamente possibile, accompagnato da verdure in foglia cotte e ripassate in padella con aglio e peperoncino diventano un piatto unico da servire caldo o a tiepido.

Se invece si allunga la purea di fave con brodo o acqua diventa la base per una deliziosa minestra di riso. Non è difficile la sua preparazione perchè buttare il riso in pentola e lasciarlo cuocere nel brodo di fave è facilissimo e neanche ruba poi tanto del nostro tempo. A cottura ultimata va servito caldo, ma vi assicuro che anche a temperatura ambiente diventa un piatto niente male :)

Ingredienti per due persone:

160 g di fave secche
mezza cipolla piccola
120 g di riso
sale


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