Archivio Aprile 2011

Ero solita lasciarli rotolare nel piatto nei tempi nei quali  l’essere piccola contemplava l’assoluto diniego di volerli mangiare.
E non è che il loro farli rotolare fosse l’unico modo per evitarli, perchè a dirla tutta,  il girovogare del cucchiaio nel piatto facendo finta di portarli alla bocca era uno dei tanti stratagemmi, per altro senza effetto, del mio portare all’esasperazione mia madre che  esausta  mi dava il permesso di alzarmi da tavola.

Facevo di tutto,  dal modo strano di muovermi sulla sedia per tentare la fuga a quello di parlottare intinterrottamente per cercare la maniera più adatta di stancare chi mi stava intorno.

E questo era il mio personalissimo metodo, credo usato da tutti  i bambini per far capire ai grandi che esistono alcuni cibi che non si riesce proprio a mangiare.
Crescendo, meno male si cambia e si riscoprono quei sapori tanto odiati, e che al contrario di un tempo si apprezzano sino ad amarli  particolarmente.

E’ ciò che è accaduto con i ceci e con i fagioli, ma di questo parlerò un’altra volta magari perchè ora vi racconto la preparazione di un ottimo piatto di pasta e ceci.

Questi ultimi vanno messi in ammollo alla sera coperti di abbondante acqua tiepida proprio per far si che che si idratino.
Il giorno seguente vanno scolati e lavati molto bene e sistemati nella pentola a pressione, sempre coperti di acqua e lasciare che cuociano per almeno 30 minuti.

Naturalmente vanno cotti assolutamenti senza sale.

Quando i vostri ceci saranno cotti potete sbizzarrirvi a consumarli in vari modi: passati o lasciati interi per minestre o passati di ceci, oppure serviti semplicemente con un filo di extravergine accompagnati da fette di pane abbrustolito, o con il riso o con la pasta.

Esistono varie versioni per la pasta e ceci, c’è quella con le verdure aggiunte, tipo carote, sedano e quella senza.
Quest’ultima va preparata con un semplice soffritto di cipolla insieme a qualche foglia di bietola tagliata sottile sottile se volete,  insieme ai ceci già cotti e alla pasta. Aggiustate di sale a cottura ultimata e servite pure.
Se preferite dare un sapore più deciso  usate aglio e rosmarino al posto della cipolla come base della vostra pasta e ceci.

Non voglio confondere la vostra scelta, sapete cosa potete fare?

Provate a cucinare le varie versioni solo così scoprirete le differenze.

Suvvia, dateci dentro :)

Un ultima cosa, sappiate che la pasta e  ceci è buona anche servita a temperatura ambiente, è l’ideale per i primi caldi.

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Non basterebbero un numero considerevole di parole distese su pagine e pagine per raccontare il polpettone.
Sono molteplici le varianti che caratterizzano migliaia  di ricette sparse quà e là di ” proprietà” delle tantissime signore e signori,  trascritte su fogli di carta ormai  ingialliti dal tempo e dall’usura,  poi riportati dopo il loro susseguirsi dai numerosissimi blog che trattano di cibi con il generoso scopo di   renderli noti a tutti.

Il ricordo prende le sue origini nel tempo quando mia madre lo preparava farcito con le uova soda dove ogni fetta era causa di sorprendente interrogativo per tutti noi ragazzini.
Eravamo all’oscuro del come un uovo riusciva a rimanere all’interno del polpettone e soprattutto del come ci fosse entrato.
E tra i vari sorrisi destati dalle nostre domande il pranzo proseguiva con la vivacità e l’allegria che tutto questo generava.

Crescendo ovviamente il segreto del polpettone non fu più tale, ma venne reso pubblico quella volta che feci da assistente a mia madre quando lo preparò una delle tante volte.
Ero comunque ancora piccola,  ma il fatto di aver scoperto il meccanismo la cosa mi faceva sentire già grande nei confronti dei miei cuginetti, mi sentivo privilegiata ed è così che il dovere di tenere il segreto fece si che io imparassi o almeno avrei potuto avere  la parvenza sul come si preparasse un polpettone farcito con le uova soda.

Naturalemte oggi sono diventata piuttosto brava,  soprattutto attenta e accorta nel momento della doratura del polpettone cosa non molto semplice perchè rimane presente la costante della sua rottura.
Vi assicuro che un polpettone trasfigurato dalle crepe non è affatto un belvedere, anche perchè affettarlo è praticamente impossibile e portare a tavola un ammasso deforme di carne con il ripieno compreso non è un bello spettacolo.

La preparazione inzia con la carne tritata magra e di qualità, possibilmente macinata al momento condita con parmigiano grattugiato, uova, prezzemolo, trito di aglio, pane strizzato dal latte dove è stato fatto ammollare in precedenza, sale.
Gli ingredienti vanno mescolati tra loro e l’impasto ottenuto si posiziona su un piano coperto da un foglio di carta da forno che vi servirà per arrotolare peefettamente il polpettone.
Appiattite la carne condita ed al centro posizionate le uova soda sgusciate e fredde.

A questo punto potreste già chiudere il rotolo e procedere alla cottura, ma se volete potete aggiungere qualche altro ingrediente.
Direi che qualche asparago verde sarebbe perfetto unito alle uova, quindi metteteli pure perchè donano un gusto davvero unico al vostro polpettone, vi assicuro.

Dopo aver rotolato su se stesso e aver formato il polpettone passatelo dall’uovo battutto e dal pangrattato e fatelo rosolare in una padella antiaderente con un pò di olio caldo e dopo sistematelo su una teglia e finite la cottura in forno.

Lasciatelo intiepidire prima di affettarlo, perchè è il modo migliore per ottenere fette perfette e potete così portarlo in tavola  con un contorno di patate arrosto o magari una bella e variegata insalata mista.

Provate a preparlo questo polpettone e già al primo assaggio ne sarete conquistati :)

polpettone ripieno di asparagi e uova

Ecco gli ingredienti per 4 persone:

400 g di carne tritata di manzo
uno spicchio di aglio da tritare
prezzemolo
due uova
pane raffermo, circa due fette oppure un panino
una tazza di latte
parmigiano grattugiato
pangrattato
sale
tre uova sode


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