Archivio Marzo 2011

Raccontare della pasta al forno di Antonio è quasi doveroso, e  non solo per dare il giusto merito che egli merita, ma anche perché voglio mettervi a conoscenza di questa ricetta, la quale sono certa che soddisferà a pieno il vostro palato.
Tra le mille cose che lui fa, di tanto in tanto include pure la cucina che nonostante sia un tantino approssimativa  il risultato è sempre appetitoso. Ovviamente la sua interpretazione nella realizzazione di questo piatto è molto indicativa e può variare a seconda degli ingredienti di cui dispone.
Lui apre il frigo e quando abbonda di salumi vari e uova fresche Antonio decide di preparare la sua ormai famosa pasta al forno.
Non preoccupatevi per l’esecuzione perché non è affatto complicata e tanto meno ricca di difficoltà.
Sapete come inizia Antonio?
Mette sul fuoco l’acqua a bollire per la pasta e in un altro tegame cuoce le uova per renderle sode, e nel frattempo tagliuzza in piccoli pezzetti tutti i salumi, quali speck, prosciutto crudo, wurstell e lo fa dandosi le arie da  protagonista come fanno i grandi o piccoli chef in televisione, e diverte tutti quanti noi che siamo la sua famiglia, dimostrando la sua grande ironia e non da meno  il suo umorismo.
Naturalmente si occupa di tutto nei minimi dettagli, quindi dopo aver scolato la pasta rigorosamente ultra al dente la unisce ai salumi mescolando bene anche le uova sode ed un vasetto di pesto alla siciliana di una famosa marca.
Dispone il tutto in una teglia cospargendo la superficie di parmigiano grattugiato cuocendo  in forno per una decina di minuti.

Come avete potuto notare questo piatto non è certo da gourmet, ma il fatto che gli ingredienti sono di facile reperibilità,  e che spesso dimorano a volte abbandonati nel ripiano del frigorifero puà essere considerato un piatto di recupero. Poi l’uso  del sugo pronto  potrebbe affiorare dei dubbi ai palati sopraffini, ma vorrei tranquillizzarli perchè il loro uso dona  un  risultato che non è affatto male.

La pasta risulta saporita e senza dubbio il provetto chef merita senza dubbio molti complimenti.

A questo punto sono certa che Antonio gongola di brutto :)

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Sono tanti gli ingredienti che si sposano bene con i carciofi come il pesce per esempio, infatti un bel piatto di cuori di carciofo e gamberoni è una squisitezza, oppure accompagnarli ad una bella rana pescatrice non sono affatto male, ma  sono solo degli esempi che per il momento rimarranno tali, perchè ora parleremo d’altro, e per l’esattezza di un primo.

Si tratta di riso e carciofi, e anche se può sembrare poco accattivante vi assicuro che sotto sotto nasconde in sè un gusto particolare che lo rende alquanto appetitoso.

I carciofi sono ricchi di ferro e ricchi di altre proprietà benevoli al nostro organismo di cui più o meno tutti siamo a conoscenza, e dato che viviamo il periodo in cui se ne trovano in abbondanza abbiamo il dovere di approfittarne per farcene una scorpacciata :)

La realizzazione del riso e carciofi è di facile esecuzione, ma vi è una fase che richiederà un pò di impegno  nel privare i cuori di carciofo dalle loro foglie. Vi consiglio di munirvi di guanti così eviterete di macchiarvi le mani e mano a mano che i cuori di carciofo saranno spogli immergeteli in una terrina di acqua fredda aromatizzata da un limone tagliato a spicchi.
Eviterà di ossiderali così potranno rimanere del loro bel colore naturale.

Disponete in una casseruola i cuori di carciofo tagliati a fettine con uno spicchio d’aglio ed un pò di extra vergine d’oliva, salate appena e cuocete a fuoco moderato dopo aver aggiunto un pò di acqua.

Unite il riso a tre quarti di cottura dei carciofi unendo abbondante brodo caldo nella quantità che mettereste per cucinare una minestra.

D’altro canto questo piatto è una via di mezzo tra un risotto ed una minestra, perchè il risultato finale gli conferisce un’aspetto decisamente all’onda, a dirla tutta l’onda è alquanto generosa :)

Naturalmente a fine cottura mantecate il riso con una noce di burro e parmigiano prima di servirlo, ne guadagna il sapore, miei cari.

riso e carciofi

Gli ingredienti per due persone:

tre carciofi
120 g di riso
brodo caldo circa mezzo litro
uno spicchio di aglio
extra vergine d’oliva
una noce di burro ed un cucchiaio di parmigiano

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L’uso delle arance in cucina è da sempre stato ritenuto un elemento di consumo che va oltre la semplicità di mangiarle in purezza.
Fonte di benessere per il nostro organismo regalano ad alcuni piatti un esaltante gusto e piacevolezza, e non soltanto alle carni, ma anche al pesce.

Nella mia famiglia veniva preparata una ricetta che trova le sue origini lontano nel tempo, e nonostante si tramandi ai loro componenti si è diffusa anche oltre i  confini familiari.

Ed è magnifico far conoscere agli altri le cose che si realizzano proprio per il piacere di condividere.

E’ da chiarire  che ogni ricetta culinaria non appartiene in teoria  a nessuno, ma è di tutti perchè in essa sono racchiuse le tradizioni insieme ai cambiamenti che nel tempo  trovano la fonte di ispirazioni varie.

Contribuiamo tutti alla realizzazione ed è il tempo a portare avanti le novità insieme alle tradizioni, grazie all’impegno e alla passione per la cucina che ogni donna ed ogni uomo ripone grazie alla propria fantasia.

Ho letto e visto varie volte il piatto di cui vi parlerò con le sue varianti ed i sapori sempre diversi malgrado gli ingredienti  che la  compongono, sempre o quasi sempre uguali.

Nella mia famiglia veniva preparato in questo modo:

le trote eviscerate e divise a metà e ripulite dalle lische, anche quelle più piccole con molta attenzione per evitare che i più piccoli potessero trovare difficoltà nel mangiarla.
Veniva passata dalla farina e poi cotta in padella in una abbondante quantità di burro da ambo i lati e salata appena, e poi si cospargeva con la buccia dell’arancia e vi si versava il suo succo.

La cottura continuava ancora per qualche minuto mentre si veniva a creare una salsina dalla consistenza lievemente densa.
Si serviva subito e finalmente si poteva assaporarne gli squisiti sapori.

Naturalmente non dovete fare altro che provare.

La mia ricetta invece è diversa.
Non ho cucinato la trota nel burro, ma dopo averla sistemata in una teglia con la buccia grattugiata ed il succo dell’arancia ed una spruzzata di brandy è stata semplicemente cotta in forno per circa 15 minuti.

trota salmonata all'arancia

Il risultato è stato buono, e se devo paragonarla alla prima ricetta ed esprimere un giudizio posso dire che il risultato è decisamente diverso.
La prima è senza dubbio più saporita, è noto che i cibi fritti lo sono e di tanto in tanto si possono mangiare, ma è sempre bene pensare che spesso dobbiamo nutrirci di cibi cotti evitando il più possibile i grassi, è la salute a guadagnarci e su questo punto mi auguro che siete tutti d’accordo.

Come mi auguro che vi troverete d’accordo nel voler preparare il piatto di cui sopra.
E’ facile e buono.

Cosa chiedere di più :)

Gli ingredienti per due persone:

due filetti di trota salmonata
una arancia da utilizzare oltre al succo anche la buccia
sale
un filo di extra vergine

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Prima che io assaggiassi questa pasta pensavo fosse poco interessante. Lo determinava il suo aspetto non troppo significativo. Ma come tutte le cose  bisogna  avere una netta conoscenza prima di buttarsi nei giudizi dai contorni inadeguati.

E’ stato così che ho voluto prepararla personalmente per riproporre al mio palato quei particolari sapori che caratterizzano un primo che si è rivelato davvero goloso.

Il radicchio tardivo di Treviso è l’ingrediente principe ed il gorgonzola è l’antagonista perfetto nel creare il singolare gusto alla pasta che deve essere senza dubbio del tipo corto. E’ solo un consiglio personalissimo, niente di più :)

Non potevo che riproporre ancora questo piatto, d’altronde si trovano ancora dei bei cespi di radicchio, pertanto usarlo anche per la pasta oltre che per i classicissimi risotti è assolutamente cosa buona.

E’ buonissimo anche cotto in ” teccia ” con cipolla tritata  appassita, o farcito con formaggi a pasta dura come il parmigiano e cotto al forno, oppure grigliato e servito con un filo d’olio di quello buono. E’ ottimo in insalata accompagnato a carmi grigliate. Con le salsicce cotte al forno insieme ai cespi tagliati a metà è decisamente gustoso.

Torniamo ora alla pasta che dovete assolutamente provare perchè è buona,  e poi non vi ruba di certo tanto tempo ed il risultato è sicuramente piacevole. Quindi diamoci da fare e cominciamo con il tritare un pezzo di cipolla in poco olio, che servirà come base al soffritto. Cuocete a lungo a fuoco bassissimo la cipolla e se serve unite pochissima acqua, affinchè risulti trasparente e solo ora buttate nel tegame il radicchio già lavato e tagliato. Salate poco e mescolate e portate ad una cottura non troppo prolungata e nel frattempo cuocete la pasta. Pochi minuti prima di scolarla unite al radicchio cotto un generoso pezzo di gorgonzola del tipo dolce.

Si scioglierà quasi subito ed avvertirete immediato un profumo particolarmente buono appena il formaggio incontra il radicchio. Unite la pasta scolata e mescolate bene prima di servire un bel piatto  fumante.

Così com’è è perfetta, ma se desiderate potete donarle un ulteriore gusto profumandola con pepe nero macinato.

Che dire?

Le parole servono a poco perchè quando sentirete il gusto attraversarvi sarà esso a esaltarvi i sensi.

Spero di avervi incuriosito e che vi sovvenga spontaneo il desiderio di preparare questo piatto quanto prima.
Fate presto però, perchè il radicchio si chiama si, tardivo, ma non perchè è in ritardo :)

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Un altro saporitissimo gusto che si vuole regalare alla pasta è quello di aggiungere la salsiccia sbriciolata, naturalmente nel momento in cui la cipolla è appassita e per il seguito seguite la ricetta di cui sopra.


Per due persone servono i seguenti ingredienti:


un bel cespo di radicchio tardivo di Treviso
mezza cipolla
circa 100 g di gorgonzola dolce
poco olio extra vergine
140 g di pasta corta
pepe nero a piacere

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